Olimpiadi 2024: Possibile, ma non senza limitazioni.

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Un’iniziale entusiasmo svanito in fretta.

Agli inizi di Agosto, gli organizzatori delle Olimpiadi 2024 firmate Parigi si erano dimostrati interessati alla scena Esportiva, annunciando al pubblico che una lineup di titoli Esport si sarebbe potuta aggiungere al resto delle discipline olimpioniche.

Un evento simile segnerebbe per sempre la cultura dell’ Esport internazionale, dando finalmente riconoscenza ad una serie di giochi che con gli anni si stanno avvicando sempre di più a delle vere discipline, grazie ai forti componenti di skill, teamplay, competitività e soprattutto seguito mediatico che portano. Sarebbe una svolta internazionale, ma soprattutto per quei paesi che non vanno troppo d’accordo con certi distacchi dalla tradizione, quali Italia, la Grecia o per esempio la Spagna.

Nonostante le dichiarazioni iniziali si fossero dimostrate promettenti per la community mondiale, il presidente del comitato olimpico internazionale Thomas Bach ha messo subito freno agli entusiasmi. Come da lui dichiarato infatti, vedere un titolo Esport a Parigi 2024 non sarà una certezza, puntualizzando anzi che il fattore violenza verrà preso in considerazione come criterio di entrata.

“Il nostro intento é quello di promuovere la non-discriminazione, non violenza, e pace tra le persone. Questo non coincide con i video-games che riguardano violenza, esplosioni e massacri. Lì é dove dobbiamo tracciare una linea tra ció che potrebbe essere considerato olimpico e ció che invece vogliamo combattere.”

Con questa affermazione, Bach ha quindi non solo sfangato delle precedenti semi-certezze, ma ha anche posto un chiaro limite alla serie di Esports abilitata a candidarsi.

Esport rappresentato solo da titoli sportivi, funzionerà?

Una dichiarazione del genere ci fa pensare. La violenza nei videogiochi è ovviamente un concetto molto vasto, che assume diversi gradi di importanza in base al titolo specifico di cui si tratta. Il dilemma della community mondiale al momento è incentrato sulla possibile lista di giochi esclusi.

Se giochi come COD, CS:GO ed Overwatch saranno quasi sicuramente parte della possibile “banlist”, l’ attenzione è ora rivolta alle altre due testate principali dell’esport mondiale: i giochi MOBA “League of Legends” e “Dota2”. Nonostante siano giochi estremamente strategici e con grandi possibilità per dimostrare abilità meccanica, potrebbero cadere trappola di un concetto “violenza” possibilmente troppo esteso, dove nemmeno una visuale dall’alto che favorisce un mindset strategico risulterebbe abbastanza per trarli in salvo.

Nel caso alla “banlist” si aggiungessero anche LoL e DotA2 e possibili giochi di carte come Hearthstone, agli spettatori rimarrebbe giusto quella fetta di titoli dedicati alle simulazioni di sport reali, come per esempio FIFA o NBA2K.

Considerando lo “scarso” seguito di questi giochi sulle piattaforme di streaming, alcune delle personalità internazionali legate al mondo dell’ Esport ha già pensato ad un possibile fallimento dell’evento.

Tutto è da vedere, ma di certo Esport ed Olimpiadi non sono ancora del tutto sinonimi.

Entrato nel mondo dell'eSport con la S maiuscola un po' per caso, si ritrova a dirigere una fantastica redazione e una community tanto grande quanto meravigliosa. Ora è il caporedattore, ma nel "tempo libero" studia ingegneria elettronica al PoliMI.