MonteCristo: l’ultimo del suo genere

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Secondo alcuni analyst, l’Analyst Desk di League of Legends si troverebbe in seria difficoltà

Siamo ormai nella preseason dell’ottava stagione competitiva di League of Legends. Molte cose sono cambiate e molte altre cambieranno in futuro. 

La Riot continua a investire fior fior di quattrini sulla scena competitiva della sua punta di diamante. Esempio lampante è la finale dei Mondiali di quest’anno, che si è tenuta addirittura in uno stadio, affittato per l’occasione ed equipaggiato con sistemi all’avanguardia per permettere a tutti gli spettatori una visione perfetta dell’evento.

C’è però un lato negativo in questa storia: l’Analyst Desk. Da molto tempo ormai manca una figura di rilievo, che sia capace di ragionare fuori dal coro e, perché no, prendersi le dovute critiche nel caso in cui la sua opinione non venga ben accettata dal pubblico e dall’opinione comune.

Con quanto appena detto non si vuole sottolineare la necessità di una figura che di proposito si metta contro le opinioni comuni, ma di qualcuno che sappia ragionare con la sua testa, anche a costo di perdere il proprio posto.

Esempio lampante di tutto ciò è la vicenda di MonteCristo, controverso caster degli anni passati, che a seguito di alcuni screzi con la Riot (la quale storceva spesso il naso davanti alle sue analisi e opinioni), ha addirittura perso il posto di commentatore ufficiale.

Emblematico è l’episodio in cui all’analyst desk dei Worlds 2013 (durante la finale per giunta), MonteCristo si presentò con un cappello da controllore di treni e si mise a distribuire ai suoi colleghi dell’analyst desk (tra cui DoubleLift e Krepo) dei ticket per il “Korean hype train”, a voler dimostrare che la finale tra SKT e RYL sarebbe stata vinta dal team coreano. 

Fin qui tutto normale, un episodio molto divertente a cui assistere in una live. Il bello arrivò subito dopo: tutti gli altri strapparono questi “biglietti”, dichiarando di schierarsi apertamente a favore del team cinese.

Nonostante gli analisti attuali siano senz’altro competenti e degni di nota tanto quanto MonteCristo, quello che gli manca è la capacità di movimentare lo show e di andare contro corrente, anche correndo qualche rischio. E’ molto probabile che sia stata proprio la vicenda del caster a scoraggiare questo tipo di approccio, date anche le conseguenze che lui stesso ha dovuto subire a sue spese.

Si spera in un’evoluzione dell’analyst desk che vada di pari passo con quella di League of Legends stesso, in modo tale da offrire uno spettacolo ancor più meritevole di tale nome.

Appassionato di eSports da ormai circa 5 anni. Vuole dare il suo contributo per permettere a questo nuovo panorama di decollare e di affermarsi anche in Italia.