L’uragano Romain racconta com’è arrivato sulle coste delle NA LCS

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L’eccentrico manager si presenta al suo nuovo pubblico

Come molti di voi sapranno Romain Bigeard non fa più parte degli Unicorns of Love. A partire da settembre è divenuto parte degli OpTic Gaming con il compito di gestire la loro sezione di League of Legends. Cosa lo ha spinto a questa scelta? Ha spiegato questo, e non solo, in un’intervista con Travis Gafford.

Perchè OpTic e NA

Prima di settembre, dichiara, non conoscevo OpTic Gaming e ho avuto modo di fare la loro conoscenza quando mi hanno contatto al fine di ricevere aiuto con la loro applicazione per il franchise e lo sviluppo della sezione di League of Legends. Ho ritenuto fin da subito la sfida molto interessante e il contesto del franchise l’ha resa ancora più intrigante, inoltre OpTic mi ha messo a disposizione un enorme budget per realizzare qualsiasi progetto ritenessi necessario.

Differenze NA ed EU

Qui negli USA, continua, è tutto più grande; le auto, il cibo ed anche il mercato. Quando crei un prodotto per l’Europa hai sempre da scegliere se optare per la lingua locale o quella inglese, con le conseguenze che ne derivano per entrambe le opzioni. Negli USA invece è tutto più facile, non hai problemi di lingua e fondamentalmente riesci a comunicare con tutto il mondo. Inoltre il franchise ti permette di fare discorsi molto più ampi con gli sponsor grazie alla garanzia dello spot anche per gli anni successivi.

Il suo personaggio

Le mie stravaganze continueranno. Ovviamente quelle agli UOL potevano essere così eccessive perchè supportate dagli ottimi risultati della squadra. Quando vinci puoi fare qualsiasi cosa e risulterai sempre simpatico, mentre se perdi non ti puoi permettere tutto. Io amo travestirmi in maniera stravagante e per me presentarmi così davanti a potenziali milioni di persone è uno “shame training” ed ogni volta che lo pratico mi riempe di ancora più energia. Spero che il team conquisti fin da subito la top 4, non solo per me, ma per offrire a loro quella droga che è il sentire l’intero studio gridare il tuo nome e incitarti durante la partite e in generale in tutto il tuo percorso.

Scelta del coach

Ho scelto Zabutine perchè è alla sua prima esperienza da coach, ma, a differenza di altre figure, proviene da un vero lavoro che gli ha permesso di sviluppare una certa professionalità. Credo anche che il provenire da un ambiente diverso gli permetta di introdurre nuovi metodi che fin’ora non sono stati adottati.

Creazione del roster e importanza dei budget

L’offseason in NA è stata molto interessante, per me è stato come entrare per la prima volta in una giungla inesplorata. Rispetto ad EU girano molti più soldi, il mercato è più grande e ho dovuto imparare a conoscere tutti gli altri manager. In settembre avevamo optato per un budget che per noi era considerato pazzesco, ma l’inflazione degli stipendi dei giocatori ha finito per rendere quel budget il più basso dell’intera lega. Questa, continua, si è creata attorno ad un gruppo ristretto di giocatori, per lo più importi, ambiti da tutte e dieci le squadre. Potevamo aumentare il budget, ma abbiamo deciso di non farlo perchè avevamo già tra le mani quelli che per noi sono sia buoni giocatori che ottime persone. Ci tengo molto a creare un gruppo con una certa morale, sia umana che lavorativa, e che non si sfaldi dopo pochi mesi. League of Legends si basa su una stagione molto lunga e l’armonia all’interno della casa è fondamentale. Non è scontato che uno di questi team che ha speso milioni su milioni per assemblare il proprio team ad agosto si ritrovi con lo stesso roster di gennaio.

Arrow, ADC degli OpTic per il 2018

Contratti e Rekkles

Non amo predisporre contratti più lunghi di un anno, credo che siano demotivanti e non sani, sia per la società, sia per il giocatore. La società rischia di ritrovarsi un giocatore demotivato a migliorarsi e con la pancia piena per via di un ricco contratto garantito. Allo stesso tempo il giocatore perde il suo potere contrattuale più grande, quello di scrivere a novembre su Twitter ” I’m free agent”. Ad esempio Rekkles, sì, capisco l’importanza della firma così lunga per gli sponsor e la visibilità sia sua che dei Fnatic, ma pensa Travis se qualche giorno fa Rekkles avesse scritto che era free agent su Twitter. Anche solo per prova. Magari i fan dei Fnatic, e di EU in generale, sarebbero impazziti, ma lui sarebbe potuto andare dai Fnatic con una prova certa del valore della sua firma e magari strappare un contratto ancora migliore.

Videogiocatore da oltre 15 anni, prima su WoW, poi su LoL, che scopre con la finale dei Worlds 2014. Da quel giorno nasce il suo interesse per gli Esport, passione che lo ha portato prima a competere in due academy come giocatore e poi qui su queste pagine.