I sette ingredienti di un Esport di successo (Parte II)

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La seconda parte della nostra guida vi presenta i quattro elementi rimanenti per la creazione di un Esport di successo!

Benvenuti alla seconda parte di questa panoramica! Se vi siete persi la prima parte, potete ritrovarla QUI.

Note dell’autore:
Innanzitutto, ho ricevuto diversi feedback su questo articolo, e voglio precisare che la volontà di dividere l’articolo in due parti si è resa necessaria solo per rendere più fruibile l’articolo per tutti voi; sto già pensando a qualche soluzione tecnica per permettere una migliore leggibilità di questa panoramica nella sua interezza, dato che trovo estremamente interessante l’argomento e non vorrei limitarlo ad una mera “lista di cose”. 
Stiamo lavorando per voi!

Ma bando alle ciance, cominciamo subito a vedere i quattro elementi rimanenti!

– Deve essere poco costoso, o addirittura gratis!

La parola magica, che apre tutte le porte! I modelli di business del videogame stanno migrando verso altri lidi da qualche tempo, ma molti giochi Esport, specie quelli su console hanno un “prezzo di gioco” che corrisponde ad una spesa prima ancora di fare pratica sul gioco stesso. Facendo una metafora sportiva, è come acquistare tutta la attrezzatura necessaria per il proprio sport preferito prima di poter giocare efficacemente.

D’altro canto, il modo migliore per far cominciare a giocare a calcio qualcuno è quello di mettere una palla tra i piedi del giocatore, dicendogli di andare a segnare; sotto questo punto di vista, giochi come Hearthstone sono multipiattaforma, gratuiti e con una grafica accattivante, che non necessita di grandi investimenti. Dato che molti giocatori di Esport sono sotto i 25 anni, avere un prezzo basso o addirittura nullo è un grande metodo per avere un pubblico vasto, e può fare davvero la differenza.

Alcuni giochi (come FIFA o Call of Duty) riescono a vendere un gran numero di copie di anno in anno, ma in questo caso è più “l’attesa del gioco“, attendere i miglioramenti e gli aggiornamenti del gioco in uscita la vera leva che spinge i giocatori ad acquistare il gioco, quindi sono decisamente un caso a parte.

Citando una eccellenza in questo campo, League of Legends si fa subito notare: non solo è gratuito per chiunque, ma la sua rotazione di campioni permette di provare diversi stili di gioco, aiutando nel loro acquisto e variando sensibilmente il gioco per i novizi.

– Deve creare adrenalina e “metterla in scena” nel momento opportuno

Il vostro Esport può essere bilanciato perfettamente, essere semplice per catturare nuovi giocatori e complicato da perfezionare per gli esperti, ma se non risulterà DIVERTENTE da vedere, è difficile che possa essere bene accolto dal grande pubblico! Un gioco che funziona è in grado di generare momenti di alta tensione nel pubblico che viene poi scaricata in una ovazione generale dalla folla estasiata. Avete mai visto il comeback di Daigo a Street Fighter III? (abbassate le casse!) I picchiaduro sono davvero perfetti per generare questi momenti nella folla.

I MOBA sembrerebbero l’eccezione a questa regola: le partite durano relativamente molto, e il gameplay è relativamente statico, ma appena i team si scontrano, ecco che il commento audio dei caster cambia subito, il momento viene enfatizzato e al termine dello scontro si ha una folla urlante e una delle due parti che è in netto vantaggio sull’altra. Lo abbiamo potuto vedere ai Worlds di quest’anno, per esempio!

L’abilità dei Caster rende fondamentale l’esperienza percepita da parte del pubblico: il creatore di Rocket League, Dave Hagewood, ha dichiarato in proposito:

Gli Esport, secondo me riguardano… dei racconti; e la necessità di avere un momento di tranquillità subito dopo. Voglio dire, sei lì che pensi “Hey, sto guardando questo match…” e ad un tratto accade qualcosa di spettacolare! Penso che sia questo, non solo negli Esport, ma in tutti gli sport ciò che permette di catturare l’attenzione del pubblico.

Ed è infatti Rocket League un ottimo esempio di questo fattore negli Esport di successo: l’azione è continua, i salvataggi sono spettacolari, e il pubblico sempre sul filo del rasoio.

– Ha bisogno di una forte Community

Qualsiasi Esport raccoglie attorno a sé una community; è qualcosa di fisiologico. La capacità del publisher sta nel riuscire a coltivarla, evitando che vi sia una escalation al suo interno, che critichi gli sviluppatori per ogni novità e spaventi i novizi che si approcciano al gioco.

Sembra spiacevole dirlo, ma la community di League of Legends è da sempre considerata una community deplorevole, e ha creato nel corso del tempo una reputazione non invidiabile, sebbene tutti gli sforzi profusi da Riot Games. Va comunque fatto presente che potrebbe essere peggio, quindi dobbiamo comunque dare credito agli sforzi di chi prova a gestire un compito assai gravoso.

Allo stesso tempo, ai membri della community piace sapere che gli sviluppatori li ascoltano, e dobbiamo ancora citare League of Legends per tutti gli strumenti che ha saputo fornire (e che fornirà) venendo incontro alle richieste dei propri giocatori. Molti Esport sviluppano un dialogo aperto con le proprie community, utilizzando spesso dei veri e propri “ambasciatori“, spesso streamer riconosciuti, che sono un vero e proprio ponte di collegamento tra gli sviluppatori e il pubblico.

Un esempio perfetto di questa pratica è Capcom, che è riuscita a portare i talenti virtuosi dei propri titoli sotto la sua ala, cercando di migliorare la pessima reputazione generale che hanno i picchiaduro.

Un esempio di community ben costruita è quella creata da Robot Entertainment, non molto conosciuta come sviluppatore di Esport, ma che ha saputo creare una community leale che li ha seguiti dopo il disfacimento di Ensemble Studios. Un altro ottimo esempio è Hearthstone, che ha una forte community di streamer dedicati (sebbene la comunicazione tra player sia fortemente limitata ad alcune frasi o emoticon.)

– Deve avere un grande premio!

Ultima, ma non per importanza: un grande premio attira team e giocatori più abili, con i loro seguiti, che attirano investimenti maggiori, che aumentano il premio in palio che… ci siamo capiti insomma!

Un Esport di successo riesce a creare una infrastruttura solida dietro ai propri tornei che è in grado di attirare migliori sponsor e permette di progettare tornei sempre più grandi. Sotto questo aspetto, i Worlds di League of Legends o l’Intenational di DOTA2 sono delle vere e proprie perle, che sono riuscite ad affermarsi come Esport anche grazie a premi milionari

Alla fine di ogni discorso su gameplay e caratteristiche tecniche, un grande montepremi è ciò che permette di vedere se un Esport è davvero di successo; senza l’incentivo dato dal denaro, è difficile attirare Sponsor, Giocatori e Team validi, e si rischia di non riuscire ad imporsi tra i titoli di maggior successo.

Il migliore esempio? Dai che lo sapete!

(Spoiler: DOTA2 vince da anni questo primato!)

Giocatore di League of Legends dalla Season 3, si interessa da subito alla architettura sulla quale poggia il concetto stesso di "Gioco". Numeri, statistiche e performance sono gli strumenti che vuole utilizzare per raccontare al grande pubblico come funzionano i giochi che li appassiona.