In arrivo i nuovi Guardiani delle NA LCS

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I Golden Guardian presentano il proprio roster!

Quelle passate sono state delle ricche settimane per i Golden Guardians, che si sono mostrati al loro pubblico sia con la presentazione ufficiale del team sia raccontandosi al microfono di Travis Gafford.

La presentazione del roster

Manca meno di un mese all’inizio delle LCS e tutti i team stanno ormai ufficializzando i propri roster per la stagione 2018. Non sono da meno i Golden Guardians che hanno deciso di farlo in pompa magna presentando la propria squadra durante una partita NBA del team dei loro proprietari: i Golden State Warriors. Intenzione sicuramente positiva, ma che non ha avuto grande riscontro in un pubblico che era lì per vedere qualcosa di ben diverso e che probabilmente non è molto avvezzo agli esports.

Il roster sarà composto da: Samson “Lourlo” Jackson nella Top Lane, Juan “Contractz” Garcia nella Jungle, Hai “Hai” Lam nella Mid Lane, Matthew “Deftly” Chen e Matt “Matt” Elento nella duo Bot Lane. Ciliegina sulla torta l’esperto coach Locodoco.

Sicuramente la prima cosa che salta all’occhio è l’esclusiva presenza di giocatori nord americani in questo roster, che sarà l’unico a non avere import per la stagione 2018. Inoltre non può passare inosservata la giovane età di quasi tutti i componenti del roster. Un segnale importante questo, che dimostra come i Golden State Warriors vogliano applicare la stessa filosofia che utilizzano per l’NBA, ovvero quella di crescersi in casa quelle che saranno le stelle del futuro, anche in un contesto diverso come quello delle NA LCS abituato più ad una pianificazione a breve termine.

Fondamentale in questo sarà il ruolo del veterano Hai, chiamato a guidare come shot caller e fratello maggiore, un gruppo di giovani che hanno già fatto vedere delle buone prestazioni nelle passate NA LCS, ad esclusione del rookie Deftly, ma che spesso hanno appunto peccato di inesperienza o di continuità.

Travis Gafford nella casa dei Golden Guardians

L’esposizione mediatica dei GG non è finita con la presentazione della squadra. Infatti questi hanno ospitato nella loro nuova casa, ereditata dall’ex team LCS degli Immortals, il giornalista Travis Gafford che ha avuto così l’opportunità di intervistare tutto il team.

Il Coach

Il primo ad essere raggiunto dal microfono di Gafford è Locodoco che ha spiegato il motivo per cui abbia scelto Golden Guardians e con quale filosofia è stato costruito il roster.

L’head coach afferma di aver avuto diverse offerte, ma quella dei Golden Guardians l’ha convinto sopratutto per la mentalità di questo brand che già in NBA ha dimostrato di saper stare al top non tanto per la forza bruta del denaro, ma più attraverso una programmazione attenta e brillante. Altro fattore cruciale per la sua decisione è stato il forte coinvolgimento che avrà Kirk Lacob, attuale assistant general manager di Golden State Warriors, che dimostra un certo attaccamento a questo progetto da parte di tutta la società.

Quando ho saputo quanto Kirk sarà coinvolto nel progetto ho pensato che questo è un posto dove potrò crescere ed imparare molto, cosa che altri team non hanno dato la sensazione di potermi offrire. Lavorare alle dipendenze di persone così intelligenti e di successo è una grande opportunità.

La cultura aziendale sopracitata sembra essere stata ben trasmessa anche al ramo esports, infatti, se si osserva il roster creato dai Golden Guardians, si può notare una certa attenzione per il futuro e per la provenienza di questi giocatori, come spiega Locodoco durante l’intervista:

Abbiamo molta fiducia nell’idea di costruire un team basandoci sul crescere giovani talenti nord americani e investire su di loro. Quando pensi a team come C9, TSM o i vecchi Immortals, quello che li rende così forti è l’avere uno zoccolo duro composto da giocatori nord americani. Hauntzer, Bjersen (ndr: non è americano, ma ormai è da anni considerato simbolo del campionato NA), Doublelift, Sneaky, Smoothie, Pobelter, Xmithie. Questi sono tutti giocatori che hanno portato i propri team ad un livello superiore. Attualmente i loro ingaggi sono astronomici, quindi se non puoi avere accesso ad uno di questi giocatori la tua unica possibilità è trovare il prossimo grande talento nord americano.

Parole queste che potrebbero spaventare un pubblico abituato a team creati per essere competitivi fin da subito, ma Locodoco è convinto che l’ora dei Golden Guardians arriverà prima del previsto:

Se si pensa ad un giocatore di basket servono circa quattordici quindici anni da quando prende in mano per la prima volta una palla da basket fino a quando raggiunge un’età adeguata ad essere scelto per far parte di un team NBA. Per molti giocatori professionisti di League of Legends invece passano uno o due anni da quando si tocca per la prima volta mouse e tastiera a quando si arriva a competere nei massimi tornei. Quindi se riusciamo a; prendere questi giocatori, crescerli ed allenarli dandogli una giusta cultura del lavoro, possiamo nel giro di poco tempo raggiungere i livelli di altri team come C9 e TSM.

In tutto questo l’acquisizione di un giocatore simbolo del passato come Hai può sembrare un controsenso, ma in realtà questa scelta si basa su specifiche necessità:

La mid lane è una posizione in cui non puoi scendere a compromessi data la sua importanza per controllare una partita. Inoltre è una posizione molto difficile in cui giocare perchè ti è richiesto di saper utilizzare campioni molto diversi tra loro; maghi, assasini, a volte tank, campioni dall’alto potenziale di roam o campioni da teamfight. Devi saper controllare la visione perchè potresti subire gank da entrambi i lati della mappa. E’ anche una corsia che si basa molto sul decision making, sulle meccaniche individuali, sull’esperienza e richiede anche capacità di shot call. Proprio per questo ho detto a Kirk che in questo ruolo non avremmo potuto rinunciare alla presenza di un veterano. Hai semplicemente rispetta tutti i requisiti; ha una grande esperienza ed è noto per essere un ottimo shot caller. Inoltre è un modello per il suo estremo impegno e sa essere leader e mentore allo stesso tempo.

Conclude la sua intervista Locodoco ricordando come nella sua carriera sia da giocatore che da coach non ha mai mancato i playoff e che questo sarà quindi il primo grande obiettivo dei Golden Guardians nonostante la scarsa fiducia riposta in questo team da una grossa parte dell’ambiente.

Il Veterano

Il secondo ad essere intervistato da Travis Gafford è quello che si può considerare il giocatore simbolo di questa nuova squadra: Hai. L’esperto giocatore spiega le motivazioni di questa scelta e risponde a qualche domanda più personale.

Inanzitutto ha tenuto a dire che non é un peso lavorare con dei compagni più giovani di lui, ma che anzi è contento di lavorare con dei ragazzi desiderosi di farsi un nome all’interno della scena e allo stesso tempo disponibili a giocare di squadra senza egoismi personali. Bensì aggiunge riferendosi ai Golden Guardians:”Durante l’off season non c’erano molti team disponibili. Golden Guardians mi ha affascinato da subito per la loro idea di non costruire un gruppo di stelle sperando che funzionino bene insieme, ma piuttosto cercare dei giovani desiderosi di crescere e giocare insieme. Mi piace l’idea di far parte di un qualcosa che sia sostenibile nel tempo. Inoltre credo che non sia importante avere i giocatori migliori in ogni ruolo. Le squadre che generalmente vincono le LCS, o i mondiali, solitamente non hanno tutti i giocatori più forti del torneo, ma hanno quelli che lavorano meglio insieme.

Sono molti anni che Hai fa parte della scena ed è uno dei pochi giocatori che è riuscito a competere ai massimi livelli in ben tre ruoli diversi: mid laner, jungler e support. Nonostante ciò, dalla community è sempre stato ritenuto un giocatore in grado di far rendere il resto del team al meglio, ma meccanicamente debole. Ora con questa intervista ha avuto finalmente modo di rispondere a questa “accusa” dicendo “i fan hanno tutto il diritto di avere la propria opinione su di me, come del resto anche io ho la mia opinione su me stesso e altri.“, aggiungendo che “Se non mi ritenessi un buon giocatore non continuerei a competere. Forse ci sono giocatori che, su specifici campioni, hanno meccaniche migliori delle mie, ma League of Legends non è solo meccaniche, non è CS:GO dove io devo spararti in testa prima che tu lo faccia a me. Ci sono diverse cose che puoi fare per provare a portarti a casa la vittoria. Mi piace pensare che io ho i miei punti di forza e che questi mi possano permettere di compensare piccoli svantaggi (ndr: meccanici)” Un punto di vista interessante e che forse potrebbe aprire gli occhi a molte persone troppo ossessionate dalle meccaniche individuali nelle proprie partite di solo queue.

Prima di concludere l’intervista Travis Gafford affronta anche l’argomento Gaming House. Infatti Hai è uno di quei giocatori che non sempre ha optato per abitare all’interno di queste case insieme ai propri compagni. Golden Guardians ha invenstito in un’enorme struttura, capace di ospitare tantissime persone pur lasciando loro la possibilità di avere i propri spazi (per chi fosse curioso ecco il link del tour della casa quando era ancora proprietà degli Immortals) e il giornalista è curioso di sapere se il mid laner sfrutterà o no questa comodità.

Sono già stato quì quando la casa era abitata dagli Immortals. Questo posto è assolutamente enorme e ha pure una casa per gli ospiti sul retro. Abiterò quì, ma non tutti i giorni della settimana. Starò qua solamente nei giorni in cui ci alleniamo, perciò dormirò qua quattro notti a settimana, mentre il week end lo passerò nella mia. Nel corso degli anni sono convinto che le gaming house diventeranno sempre meno case dove abitare e più ufficio dove i giocatori si recheranno in orario di lavoro.

Conclude l’intervista salutando i propri fan e li invita a seguirlo anche in questa nuova avventura.

Se volete saperne di più su questo piccolo mondo in costruzione potrete vedere le interviste ai restanti giocatori del roster sul canale YouTube di Travis Gafford.

In conclusione si può dire che il progetto Golden Guardians ha un suo fascino. L’idea di far crescere un team di quattro giovani giocatori intorno a un veterano come Hai non può che stuzzicare la fantasia, specialmente adesso che non vi è più il rischio retrocessione. Contractz, sotto la guida di un esperto shot caller, non avrà problemi a migliorare le già ottime prestazioni della scorsa stagione, e una sua ulteriore crescita potrebbe mettere un buon mesteriante come Lourlo nella condizioni di rendere sopra i propri limiti. L’unica perplessità riguardante GG è che tipo di rapporto si potrà creare tra Locodoco e Hai. Due personalità forti e che amano essere leader, riusciranno a coesistere? O si andranno a creare divisioni che potrebbero essere difficilmente sanabili dato lo scarso carisma del resto dei membri del team?

Videogiocatore da oltre 15 anni, prima su WoW, poi su LoL, che scopre con la finale dei Worlds 2014. Da quel giorno nasce il suo interesse per gli Esport, passione che lo ha portato prima a competere in due academy come giocatore e poi qui su queste pagine.