I BOT su DOTA2 battono anche i Pro!

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Le reti neurali stanno dando ottimi risultati nei test contro giocatori umani, riuscendo persino a sconfiggere giocatori di alto livello nel MOBA DOTA2!

Torniamo a parlarvi di Intelligenza Artificiale, con questo articolo sul machine learning! Se avete visto il nostro articolo dedicato sull’argomento FIFA18, avrete visto come una rete neurale che gioca all’Esport ad argomento calcistico sia stato… “bravino” durante le partite, allenandosi osservando i comportamenti umani e cercando la soluzione migliore tra quelle proposte. I giocatori di MOBA avranno certamente tirato un sospiro di sollievo, pensando a come sia (relativamente) facile sconfiggere i propri Bot… ma potrebbe non essere per sempre!

OpenAI e la ricerca sulla AI

Sul blog di OpenAIorganizzazione noProfit di ricerca sulle intelligenze artificiali, hanno scritto qualche tempo fa un articolo che mostra i risultati di una ricerca sul Machine Learning applicato ad uno dei MOBA più giocati di sempre: DOTA2. Gli ingegneri hanno lavorato duramente per creare un’intelligenza artificiale che potesse apprendere autonomamente, migliorando dalle partite precedentemente giocate e dai propri errori. 
Il programma è stato lanciato a Marzo, ed è proseguito fino ad Agosto: se le prime partite sono state a dir poco deludenti, la crescita è stata esponenziale, e ha permesso al programma di essere pronto al test più grande di tutti: l’International 2017.

I Bot contro i Pro

I ricercatori hanno quindi presentato il loro programma durante l’International. Come si evince dall’articolo, lo scopo che si erano prefissati era il battere alcuni giocatori con un alto punteggio TrueSkill (un sistema simile all’Elo) che si sono gentilmente prestati a questa sperimentazione. La modalità di gioco scelta era l’1v1, comparsa in alcuni tornei sanzionati di DOTA2. Nelle prime partite, i giocatori hanno battuto il Bot utilizzando strategie non convenzionali, che lo hanno mandato in crisi, ma come abbiamo scritto precedentemente, questo particolare Bot era stato programmato per imparare dai propri errori: è riuscito a sconfiggere giocatori di alto livello come Sumail, Dendi o Arteezy, riuscendo a dimostrare come un programma possa essere un osso duro anche per i giocatori più esperti.

Il futuro dei 5v5

Come gli stessi ricercatori affermano, è ancora presto per dire che le macchine possano sostituire completamente i giocatori delle competizioni che tanto ci piacciono: l’ambiente nel quale è stato testato il Bot di OpenAI era una versione “sicura”, ben lontano dai 5v5 che conosciamo, dove la mole di informazioni è certamente maggiore, e dove i Bot non saprebbero calcolare efficacemente un percorso che li porti alla vittoria. Nel corso dell’International, il Bot è stato utilizzato come un evento LAN, nel corso del quale più di 1000 giocatori hanno potuto sfidarlo, e non è certo risultato imbattibile in tutti i game che ha giocato.
I ricercatori sono comunque molto positivi sugli sviluppi possibili: un buon punto di partenza sembrerebbe la possibilità di copiare il comportamento dei giocatori. Per far questo, hanno già scaricato un imponente dataset delle partite giocate da giocatori di livello esperto dallo scorso novembre, e hanno promesso che proveranno a sviluppare un percorso che permetta ai bot di essere presenti nei game 5v5, creando Team “misti”, composti da giocatori e Bot assieme.

Di certo, ai Bot mancherà la possibilità di adattarsi allo stile dei propri compagni (una volta che la strategia è imposta, il Bot generalmente seguirà la strada migliore), ma vi saranno di sicuro degli sviluppi, sui quali non mancheremo di avvertirvi.

Siete a favore di questa implementazione macchina-uomo sul tema Esport? Preferireste che la ricerca venga abbandonata? Fateci sapere la vostra!

Giocatore di League of Legends dalla Season 3, si interessa da subito alla architettura sulla quale poggia il concetto stesso di "Gioco". Numeri, statistiche e performance sono gli strumenti che vuole utilizzare per raccontare al grande pubblico come funzionano i giochi che li appassiona.